Dallo scarto di pulper al pallet in plastica seconda vita: scatta la fase industriale

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Trasformare lo scarto di pulper in un prodotto plastico in seconda vita, ecologico ed ecosostenibile, il pallet appunto, è possibile. Lo ha dimostrato il progetto sperimentale Life Eco-pulplast, avviato nel 2014 e cofinanziato dal programma Life dell’Unione Europea, che vede Selene Spa, industria leader in Italia nel settore degli imballaggi flessibili, collaborare, in qualità di ente capofila, insieme con Lucense, organismo di ricerca lucchese che opera a favore dell’innovazione delle imprese e dei sistemi territoriali, Serv.Eco, consorzio delle cartiere del Distretto cartario lucchese, e Zero Waste Europe, rete europea di soggetti che promuovono il raggiungimento degli obiettivi rifiuti zero. Un progetto innovativo la cui fase sperimentale arriverà a conclusione nel mese di agosto, per poi passare, nelle intenzioni di Selene, alla fase industriale vera e propria già nel prossimo inverno. Lo ha spiegato Marco Severini, ad di Selene, questa mattina in Confindustria Toscana Nord, nel corso della conferenza finale sul progetto, di fronte a una nutrita platea di potenziali stakeholders e industriali del mondo della carta: è stato lui, infatti, ad annunciare la nascita di un’azienda, a Lucca, che, nelle ambizioni e nelle prospettive di Selene, dovrà arrivare a produrre e commercializzare su base industriale prodotti plastici finiti, riciclati e riciclabili al 100 per cento, come appunto gli R-europallet, derivanti dallo scarto di pulper e da altre plastiche eterogenee, da mettere a disposizione anche dello stesso distretto cartario, così da dare vita un vero e proprio processo di economia circolare. 

Nel Distretto Cartario lucchese, ogni anno vengono prodotte oltre 120.000 tonnellate di scarto di pulper proveniente dal macero proveniente dalla raccolta differenziata utilizzato dalle cartiere per produrre vari tipi di carta e cartone, che attualmente vengono conferite in discariche e inceneritori, con impatti economici e ambientali elevati. Il Distretto Cartario lucchese è il più grande distretto della cartario d’Europa, con l’80% della produzione nazionale di tissue e del 40% di cartone ondulato. 

 

Il problema, quindi, come ha spiegato anche Tiziano Pieretti, rappresentante di Serv.eco e presidente sezione carta di Confindustria Toscana Nord, è molto vasto e contingente, per non dire quotidiano, e va affrontato in modo strutturale, con interventi strutturali. Ecopulplast rappresenta una delle strade da intraprendere e su cui investire

 

Tra gli interventi anche quello di Rossano Ercolini, di Zero Waste Europe, che ha sottolineato l’importanza di Eco-Pulplast e l’invito al territorio - cartiere, aziende e istituzioni - a sostenere ancora di più il progetto.

 

«Per fare in modo che l'economia circolare possa sempre più diventare una valida alternativa  – spiega Simone Giangrandi, responsabile, per Lucense, del progetto Eco-pulplast – è indispensabile che ci siano consistenti investimenti sull’innovazione tecnologica: Lucense è impegnata in prima linea su questo fronte. Lucense poi sta coordinando il tavolo di lavoro attivato dalla direzione rifiuti del Ministero dell'ambiente per arrivare al decreto per l'"End of Waste" (cessazione della qualifica di rifiuto) delle plastiche eterogenee contenute nello scarto di pulper. 

Tempi previsti, salvo imprevisti: 8-10 mesi per arrivare alla firma del decreto ».

«Nel corso del progetto – ha illustrato Marco Severini, responsabile di Selene Spa – abbiamo voluto dimostrare la fattibilità economica e tecnica di una tecnologia innovativa per il riciclo dello scarto di pulper in nuove miscele e prodotti, attraverso la realizzazione e la sperimentazione di una prima linea di produzione di pallet progettata ad hoc per le caratteristiche peculiari dello scarto di pulper. Adesso vogliamo creare una nuova srl, che si chiamerà proprio Eco-pulplast: vorremmo investire in questo progetto, nei prossimi tre anni, 2 milioni di euro/anno, per avere nuovi macchinari con capacità produttiva (del singolo macchinario) di 200mila pallet all'anno (adesso ne possono essere prodotti 40mila). Per partire servono clienti, il nostro massimo impegno ora è rivolto proprio a questo».